Nulla di fatto nel processo di appello Money Gate: tutto rinviato all'11 aprile

di redazione TuttoAvellino
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Un'udienza flash quella che si è tenuta oggi pomeriggio a Roma per discutere del processo di appello della Corte Federale sul caso Catanzaro-Avellino che in prima istanza aveva visto tutti prosciolti per mancanza di prove. Un'udienza iniziata in ritardo per un processo precedente e che ha portato subito al rinvio dopo una decina di minuti: si è iniziato infatti analizzando la posizione di Francesco Cozza, questione riguardante esclusivamente il Catanzaro visto che il giocatore sarebbe stato pagato in nero al momento della rescissione. La Corte Federale chiede di approfondire la vicenda che vide il calciatore squalificato a nove meso lo scorso 31 gennaio, e per permettere di depositare presso la Corte l'esito del procedimento a carico di Cozza, si è deciso per un rinvio del processo. 

Nulla di fatto quindi, si torna in aula dopo Pasqua, la data dovrebbe essere quella dell'11 aprile (dopo che in prima istanza si era deciso per il 18 aprile ma troppo vicina alla conclusione dei campionati). Erano assenti il presidente Taccone e il ds De Vito rappresentati dagli avvocati Edoardo Chiacchio, Innocenzo Massaro (legale di Taccone) e Michele Cozzone (legale di De Vito), oltre all'avvocato del Catanzaro Sabrina Rondinelli. La Procura Federale ha spiegato che gli atti dell’inchiesta penale di Palmi erano già stati depositati in primo grado, la difesa ha reputato non rituale la richiesta di integrazione di atti già presentati in primo grado, ma ciò non ha impedito il rinvio dell'udienza. "Inutile discutere di altre questioni se si è stabilito il rinvio a causa della sentenza Cozza" ha spiegato l'avvocato Chiacchio.

 


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