.

Avellino, Ballardini saluta: "Abbiamo l'ambizione di tornare ad allenare in Serie A. Saremo sempre tifosi dell'Avellino". Sulle scelte e la sua esperienza...

di Marco Costanza

Davide Ballardini saluta l'US Avellino. Nella conferenza stampa di fine stagione, il tecnico spiega il suo addio alla piazza biancoverde. 
Le sue parole: "Io ho parlato una decina di giorni fa con il ds Aiello. Abbiamo affrontato l'argomento squadra, l'argomento organizzativo e ci siamo lasciati, dicendo che a fine playoff ne avremmo riparlato. Eravamo tutti molto concentrati per i playoff. Scusate l'emozione. Dopo la gara dei playoff ho incontrato la società, era tardi. Io ho detto al club, insieme al mio staff, abbiamo l'ambizione, abbiamo il desiderio di andare ad allenare in Serie A. Quindi ho fermato tutte le trattative, i discorsi avviati. Ovviamente il ds Aiello ci è rimasto male però la nostra ambizione era questa”.

Il tecnico continua: “Io qui ho trovato delle persone di altissimo spessore umano. Il disagio nel dire questo è proprio perchè ho trovato delle persone rare in questo mondo. Anche in caso di chiamata a campionato in corsa non avremmo accettato un rinnovo”.

Sirene dall'estero: “Non c'è niente, nessuna cosa in corso. E' un mio desiderio, una ambizione. Poi magari tra 4-5 mesi può cambiare qualcosa. Oggi abbiamo questa ambizione”.

L'affetto dei tifosi: “Io da oggi sono un semplice tifoso, innamorato di un territorio, perché non lo conoscevo. Ho conosciuto delle persone meravigliose, che ci hanno voluto bene e abbiamo ricambiato. Quello che è successo in questi 3 mesi è questo. Da oggi saremo tifosi innamorati delle persone e del territorio”.

La scelta della B 3 mesi fa: “Tre mesi fa eravamo belli carichi e felici, desiderosi di dare il via a questa esperienza. Oggi abbiamo questo desiderio di tornare in Serie A A. Poi nel tempo si vedrà, magari tra tre mesi saremo a casa e quindi magari si valuterà anche una chiamata in Serie B”.

Che futuro può avere questo Avellino: “Noi lo abbiamo valutato insieme al direttore sportivo Aiello, oltre all'aspetto sportivo e strutturale. C'è una società seria e ambiziosa, molto legata al territorio. Tecnicamente ci sono dei ragazzi che sono di proprietà della squadra. Io credo che su quel gruppo che rimarrà, quei 14-15-16 giocatori che rimarranno, vanno messi giocatori di categoria. Ma la base è davvero buona da cui ripartire”.

I momenti difficili: “Il momento più difficile è stato dopo la gara con il Venezia, dove abbiamo sofferto molto. Ma al contempo si è partiti anche per dare un nuovo inizio. Sui playoff, con questi ragazzi, con questo ambiente, con questo amore ero certo che ce la potessimo giocare, come è successo, perchè se c'era una squadra, al 45', di essere in vantaggio, era l'Avellino. Poi il secondo tempo ha detto altro purtroppo”.

Sognare la Serie A con l'Avellino: “Non c'era la possibilità di unire le cose. Noi abbiamo detto il nostro pensiero, la società è giusto che prosegua il suo percorso. Non è una mancanza di ambizione”.

Strutture o aspetto economico: “Non se ne è proprio parlato, io ho fermato subito il presidente dopo cena per dire il nostro pensiero. Sono persone rare il presidente e il figlio. E' stato difficile comunicare il nostro pensiero. I primi a voler migliorare sono il presidente e il figlio”.

In caso di progetto importante sarebbe rimasto? “No, perchè il nostro desiderio era allenare in Serie A, non è questione di progetto, magari il club vuole essere a livello della Juventus, del Real Madrid, ma non è abbiamo proprio parlato”.

Partite non belle: “Penso a Genova con la Sampdoria, a Empoli, non mi piace vedere una squadra meno motivata dell'avversaria. Il primo tempo di Mantova”.

Una cosa che non mi è piaciuta di Avellino: “Faccio fatica, non saprei dire. Certamente c'è qualcosa”.

In sintesi, si può dire, che il mister vuole la Serie A oggi, l'Avellino in futuro: “Anche quest'anno l'Avellino voleva andare in Serie A. Il club sa quali step fare per migliorarsi. +L'importante è avere uno stile, una idea chiara, quindi bisogna strutturarsi bene, prima di tutto per mantenere la categoria e poi per ambire ad altro”.


Altre notizie