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Avellino, si presenta Nesta: "Mi ha colpito l'ambizione. Vengo con fame e determinazione. Modulo? Partiamo da una difesa a 4"

di Marco Costanza

Conferenza stampa di presentazione di Alessandro Nesta, che parla da nuovo allenatore dell'US Avellino.

Le parole dell'ex difensore, campione del Mondo 2006, le sue prime impressioni da allenatore dei lupi: “Ringrazio la famiglia D'Agostino e il direttore Aiello, ho avuto l'impressione di un club che vuole crescere, che è ambizioso. Ho avuto altri colloqui, ma Avellino mi ha colpito più di tutti”.

La trattativa: “E' durata pochissimo, io ero fuori, ha accettato subito la sfida. Qui porto ambizione, vengo da una retrocessione con il Monza, che mi è rimasta ancora sul groppone. Quindi porto la voglia di rivalsa di voler far bene. Da calciatore ho avuto 10 operazioni, ogni volta sono ripartito più forte, così anche oggi voglio ripartire più forte. Io non voglio scorciatoie, vengo ad Avellino con fame. La mia famiglia vive all'estero, non sarà facile, ma se non avessi la voglia di vincere e di mettermi in gioco, oggi starei a casa”.

Modulo: “4-3 fantasia. Parto per costruire con una difesa a 4, poi vediamo, se cambiare qualcosa. Fare nomi non è giusto, abbiamo fatto delle riflessioni. Ma ripeto, sono in un club ambizioso, sono certo che faremo una squadra giusta, cercheremo di far divertire i tifosi”.

Come impostare: “La costruzione dal basso è stata esasperata troppo, a me piace organizzazione, le squadre ormai ti vengono a prendere alte a uomo. Io voglio una squadra pratica, Galliani mi diceva, tutti olandesi fino al sabato, poi la domenica tutti dietro. Così vogliamo, cercheremo di essere una squadra aggressiva e motivata”.

Differenza con Nesta giocatore: “Capisco che la mia carriera da giocatore sia immensa, ma a me pesa zero. Sono orgoglioso di quello che ho fatto. Ora comincio un percorso da allenatore, sperando di fare una carriera non dico simile, perché capisco che è dura, ma ci provo".

Su Izzo: “Ho avuto con lui un ottimo rapporto, non mi ha mai tradito, a Monza mi ha dato tutto, lo reputo una grande persona. Il Monza alla prima ufficiale? Sono contento, bel posto, ho tanti amici. Sarà bello tornarci”.

Contatti già a febbraio: “Non ero pronto per ripartire e sono rimasto a casa”.

Consiglio del suocero: “E' avellinese, so cosa vuol dire questa piazza, mi ha parlato tanto. Sono contento, ho altri parenti di origini irpine, speriamo di non deluderli”.

Sul settore giovanile: “Io ovunque vado seguo spesso la Primavera e il settore giovanile. I giovani vanno messi in un contesto giusto, da affiancarli a 4-5 esperti e vecchi. Con il direttore stiamo ragionando anche su questa cosa”.

In cosa lo ha convinto Avellino: “L'Avellino mi ha convinto per la progettualità. Io credo che devi scegliere un posto al momento giusto e il momento giusto è quando una società sta crescendo. Avellino in questo momento è un club in crescita e con la mia esperienza proveremo a fare un salto di qualità”

Capire la piazza: “Sono contento di misurarmi in una piazza così calda, perchè nella vita ho sempre vissuto e giocato in piazze del genere, Milan, Lazio. Sono abituato, e sono contento. Farò di tutto per Avellino perchè la gente sia felice e venga carica allo stadio. Dobbiamo far innamorare i tifosi dei nostri colori. In Canada per la presentazione della Coppa del Mondo ho trovato già tantissimi tifosi avellinesi, sono rimasto contento. Cercheremo di non deluderli”.

Sulla squadra: “Certamente dobbiamo migliorare alcuni ruoli, ma credo che oggi non sia il momento di parlare di questo”.

Che Avellino vedremo: “Continueremo sulla strada già tracciata un anno fa, col trequartista e le due punte, è un modulo che conosco e che mi piace. I giocatori di fantasia e di talento sono quelli che ti fanno vincere le partite. Cercheremo giocatori del genere e poi uomini di equilibrio”.

La gestione del gruppo: “E' fondamentale, noi siamo cresciuti a calci in culo, ed ha funzionato. Oggi le mazzate non funzionano, perchè i ragazzi si deprimono. Si può creare un muro, e poi si rompe il rapporto. Bisogna avere un rapporto umano importante”.

Sulla B: “E' un campionato maledetto, bisogna fare massima attenzione. Quest'anno sarà un campionato ancora più difficile rispetto allo scorso, perché c'era l'entusiasmo della promozione. Bisogna essere pronti, la Serie B è una figata, può succedere di tutto, quello che accade in B non accade da nessuna parte. E' una figata”.

Le strutture: “Abbiamo tutto, non chiedo nulla. Magari solo qualche giocatore. Lo staff? Ringrazio il presidente che mi ha fatto portare tante persone al mio fianco e sono contento perché si può lavorare ancora meglio”.

Cosa può trasmettere ai ragazzi: “Coraggio, supporto, fare la scelta giusta, altrimenti non si cresce, sarà questo quello che chiederò”.

Cosa porta dietro da allenatori come Ancelotti e Erikson: “Mi hanno insegnato la pazienza, avere calma, è una cosa che non avevo quando ero da ragazzo. Sono stati fondamentali”.


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