Avellino, stagione da applausi, si pensa già al futuro: il punto sulla rosa
La stagione 2025-2026 dell'Avellino è terminata ieri sera con l'eliminazione dai playoff per mano del Catanzaro, che si è imposto 3-0 al Ceravolo nel turno preliminare. Da oggi si inizia a pensare al prossimo campionato, partendo dalle riconferme (molto possibile quella di Davide Ballardini) e da una mezza rivoluzione dell'organico.
Sono in scadenza, tra fine contratto e fine prestito, 13 calciatori. Ai saluti Pane, che era calciatore bandiera quest'anno e che verrà sostituito da Russo l'anno prossimo, Armellino, capitano e uomo spogliatoio nonostante le poche presenze accumulate, e Marson, l'unico rimasto in biancoverde dei calciatori in partenza la scorsa estate.
Senza la promozione in Serie A è sfumato l'obbligo di riscatto dalla Sampdoria di Gennaro Tutino, che tornerà alla base dopo una stagione deludente. Per fine prestito andranno via anche Le Borgne (al Como), Kumi (al Sassuolo), Reale (alla Roma) e Sgarbi al Napoli. Per Milani (Lazio), l'Avellino vanta la possibilità di riscattare il cartellino (i biancocelesti potrebbero controriscattarlo), ma difficilmente si punterà ancora sull'esterno sinistro. Stesso discorso per D'Andrea, prelevato con la stessa formula: farà ritorno al Sassuolo dopo un'annata travagliata tra infortuni e poche chance sfruttate male.
Capitolo diverso per Missori, che l'Avellino potrebbe provare a farsi ridare dal Sassuolo e per Daffara, che dovrebbe essere riscattato dall'Avellino e controriscattato dalla Juventus: per lui si parla di un futuro in Serie A. Per Jacopo Sassi, invece, il futuro è in biancoverde: l'Avellino ha l'obbligo di riscatto dall'Atalanta, da capire se si punterà su di lui come primo portiere o dodicesimo.
In scadenza nel 2027 ci sono 5 giocatori (a inizio stagione erano 7, ma per Biasci e Simic è scattato il rinnovo automatico fino al 2028 per sopraggiunto limite di minuti giocati). Anche per Enrici è previsto il rinnovo del contratto, complice la buona stagione disputata in B. C'è Favilli, massacrato dagli infortuni e utilizzato col contagocce: da capire il suo futuro e quello di Roberto Insigne, che con l'arrivo di Ballardini è quasi uscito dai radar. Ci sono poi due elementi della vecchia guardia, Iannarilli e Cancellotti, 35 e 33 anni, il primo rispolverato da Ballardini nel finale di stagione e protagonista di ottime prestazioni, il secondo titolare inamovibile sia con Biancolino che col tecnico ravennate: nelle prossime settimane si comprenderà il loro futuro in Irpinia.
In scadenza al 2028, oltre ai già citati Biasci e Simic, ci sono 9 calciatori. I fiori all'occhiello sono Izzo, Fontanarosa, Sala, Besaggio e Palumbo: su di loro l'Avellino punta fortemente. Si aggiungono Palmiero e Sounas, imprescindibili nel centrocampo di Biancolino e Ballardini. Russo, come detto, non entrerà nella lista dei 18 over poiché dopo 4 stagioni di fila in biancoverde diventerà calciatore bandiera, mentre è da capire il futuro di Patierno. Infine c'è Pandolfi, con scadenza al 2029: nei sei mesi ad Avellino si è visto poco e male.
Non mancano i calciatori di rientro dai prestiti, a partire da De Cristofaro, recuperato dal Latina dopo il brutto infortunio a un ginocchio, e D'Ausilio, il cui futuro a Catania è legato alla promozione in Serie B. Da capire se Tribuzzi verrà riscattato dal Vicenza (poco probabile) e se Crespi resterà al Brescia (per 350mila euro). Torneranno alla base anche Todisco, Cagnano, Cancellieri, Marchisano, Mutanda, Maisto, Manzi (ma il Monopoli vorrebbe tenerlo), Panico (era alla Ternana con obbligo di riscatto in caso di B delle fere), Toscano, tutti da piazzare altrove.