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Ballardini: "E' un Avellino più consapevole. Non dobbiamo pensare alle difficoltà della Samp". Sul passato genoano e la condizione della rosa...

di Marco Costanza

Davide Ballardini, allenatore dell'Avellino, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara contro la Sampdoria.

Queste le sue parole: “La terza partita in una settimana, è sempre la più difficile. Considerando che 6-7 ragazzi hanno giocato sia a Chiavari che con il Sudtirol. La squadra sta bene, l'atteggiamento sarà il solito, la stiamo preparando come al solito”.

Le insidie della gara: “La Sampdoria una rosa molto competitiva, hanno molti giocatori bravi. Hanno molta esperienza e qualità. E' un club importante a livello Nazionale, sono ambiziosi. Ma proprio in questi momenti di grande difficoltà, che magari si tirano fuori tutti i valori, delle situazioni che possono cambiare e quindi servirà massima attenzione da parte nostra, non pensare di andare ad affrontare una squadra in difficoltà. Poi scatta qualcosa, ti ricompatti, tiri fuori il meglio di te stesso. Può succedere”.

Partita speciale per Ballardini? “Per me e i miei collaboratori non cambia nulla. Alleniamo l'Avellino, siamo contenti di rappresentare una comunità importante. Sappiamo di andare a Marassi, contro un grande club, in uno stadio importante. Per me non cambia nulla, nonostante il mio passato Genoano”.

Avellino con idee chiare: “La squadra ha raggiunto equilibrio, come dite voi, c'è sempre grande attenzione nel rimanere compatti, corti o come si dice ora, pro attivi. Mentre si attacca, il pensiero va già alla fase successiva, se si perde palla e si pensa già a recuperarla e non subire una ripartenza. Però vedo una squadra che sa come occupare il campo in ogni momento della gara”.

Cancellotti out: “Fontanarosa lo ha fatto a sinistra. Enrici è bravo a giocare come centrale, sia a tre che a 4. A destra c'è Missori, che è forte. Poi lo deve dimostrare ancora al 100%, ma le qualità le ha tutte”.

Su Daffara: “E' un ragazzo che ha qualità importanti. Fisicità, tecnica. Poi l'allenatore dei portieri può descriverlo meglio. Ma è destinato a migliorare e credo che sia destinato a giocare in Serie A. Ha bisogno di essere più padrone dell'area di rigore, più carisma. Deve far pesare tutte le sue qualità. Ma ripeto, le prerogative per giocare in Serie A ci sono tutte”.

Su Palmiero: “Palmiero convive con questo fastidio al ginocchio. Ieri ha riposato, oggi lo valutiamo. Lo seguiamo giorno per giorno”

Sugli attaccanti: “Noi abbiamo tanti attaccanti, ma fortunatamente sono tutti ragazzi che capiscono. Nella vita siamo tutti protagonisti, così come gli attaccanti. In rosa abbiamo 7-8 attaccanti, seri, che capiscono il momento. Noi cerchiamo di metterli in condizione di far bene. Sono i primi a dare una mano a tutta la squadra, rincorrono gli avversari. Sono umili e generosi”.

Su Pandolfi e Favilli: “Pandolfi ha fatto tutta la settimana insieme, sta bene, sarà convocato. Favilli sta sempre un po' meglio, speriamo di rimetterlo con la squadra dopo la sosta”.

Sugli obiettivi: “Siamo soddisfatti di quello che stiamo facendo, bisogna prepararsi bene per la gara di domani. Non abbiamo fatto ancora nulla, se pensiamo di aver già raggiunto gli obiettivi non abbiamo capito nulla”

Se si sederà sulla sedia blucerchiata: “Io alleno l'Avellino. Quel discorso lì, è legato a quando allenavo il Genoa. Ora alleno un altro club, sono tornato anche quando allenavo la Cremonese a Marassi e non ci sono stati problemi”.

Su Le Borgne: “Può fare diversi ruoli a centrocampo, così come Armellino, che è una grande presenza, per esperienza e qualità”.

Su Palumbo: “E' un centrocampista completo, sa attaccare la porta, sa come posizionarsi, è bravo in fase difensiva e offensiva. Il suo è un gioco sostanzioso”.

Margini di miglioramento: “Penso proprio di sì. Anche contro il Sudtirol, per segnare abbiamo dovuto pensare, loro invece hanno sfruttato nostri piccoli errori. Dobbiamo migliorare su questi aspetti, non regalare gol facili. Anche gli altri, per far male a noi, devono essere bravi”.


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