Bucaro: "Lascio per motivi personali. L'Avellino tornerà in B"
Fonte: TuttoLegaPro.com
Giovanni Bucaro non sarà l’allenatore dell’Avellino nella prossima stagione di Prima Divisione: come ha detto nell’intervista rilasciata in esclusiva a TuttoLegaPro.com, difficilmente potrà rivedere la propria decisione. È stato un campionato, ad avviso del tecnico siciliano, nel quale tutti gli obiettivi principali sono stati raggiunti, dato che i biancoverdi erano una società ripescata dalla Seconda Divisione. Comunque Bucaro non manca di rivolgere un sincero augurio all'Avellino e alla piazza che lui ha conosciuto come giocatore e anche come allenatore: secondo lui ci sono le possibilità per tornare al più presto in categoria superiore
“Il bilancio è positivo, anche perché i principali obiettivi erano una salvezza tranquilla e la valorizzazione dei giovani – afferma Bucaro – Dovevamo prendere più minutaggio possibile e quello lo abbiamo rispettato in pieno, anche con largo anticipo. Lo definirei un campionato ottimo per l’Avellino, anche dopo due anni di purgatorio tra Serie D e Seconda Divisione: fare il primo anno di Prima Divisione dopo alcuni anni è stato importante, per dare il la e per avviare un progetto più ambizioso. Avellino sportiva merita il massimo a livello calcistico”.
È chiaro che avrebbe preferito concludere il campionato con un risultato diverso davanti ai suoi tifosi, ma la stagione resta buona.
“Certo, ma è normale che nelle ultime partite, ottenuta la salvezza, abbiamo lasciato qualcosa. Ma questo fa parte della normalità perché le motivazioni non erano più quelle feroci che ci avevano contraddistinto fino alla salvezza matematica. Contro il Taranto meritavamo a mio avviso un risultato diverso rispetto alle ultime precedenti partite in cui eravamo stati un po’ passivi: l’Avellino ha fatto bene ed è stato sfortunato negli episodi. La prestazione c’è stata, anche se abbiamo concluso con una sconfitta”.
Si poteva fare qualcosa in più?
“Ci sono delle partite che ti possono cambiare un po’ gli equilibri: la partita di Sorrento la giocammo molto bene. Eravamo molto vicini al Sorrento a quell’epoca, meritavamo secondo me la vittoria, ma alcuni episodi purtroppo ci condannarono. Allora si spense il sogno di poter avere una classifica più importante di quella che poi abbiamo raggiunto. Il rammarico è stato per quella partita perché una vittoria avrebbe potuto creare entusiasmo nella piazza”.
Lei ha parlato di giovani, e tra questi c’è Gianmarco Zigoni, che si è segnalato realizzando 11 gol: ha 21 anni ma viene già da alcune annate di professionismo.
“Sì, però non aveva mai fatto un campionato intero e continuo come lo ha disputato ad Avellino. Penso che per Zigoni questo sia stato un grande trampolino di lancio, in una piazza importante ed esigente. Al di là dei gol che ha fatto, ha giocato un grande campionato, anche per l’aiuto che ha dato alla squadra”.
Il campionato dell’Avellino è finito. Da cosa bisogna ripartire?
“Già domenica ho detto che la mia avventura ad Avellino sarebbe finita con la partita con il Taranto. La società ha delle ambizioni importanti, la piazza vuole tornare nelle categorie che le competono. Anche senza di me l’Avellino allestirà una squadra competitiva per tentare il salto di categoria”.
Perché non rimarrà allora?
“Personalmente ho preferito finire l’annata e non rimanere, ma per motivi miei personali. La società già lo sa, ne ho parlato con i dirigenti”.
Non c’è qualche fattore che possa eventualmente fare marcia indietro?
“No. Di solito sono molto drastico nelle mie decisioni”.
Allora vogliamo fare un augurio ad Avellino sportiva per la prossima stagione?
“Sicuramente. Sono stato giocatore dell’Avellino, l’ho allenato, quindi la piazza merita una stagione importante. Auguro loro il meglio e sono convinto che nel giro di poco tempo torneranno almeno in B”.