Taccone: "I tifosi stiano tranquilli anche se per le ambizioni servono nuovi ingressi. Iacovacci..."
Mentre in città impazza il calciomercato e la squadra si appresta a disputare la gara di ritorno della finale di Supercoppa, archiviati celebrazioni e festeggiamenti, la società si è silenziosamente messa al lavoro per provvedere all’adempimento delle prime improcrastinabili scadenze. Su tutte, quelle del 15 giugno, data entro la quale il sodalizio di Piazza Libertà dovrà corrispondere ai calciatori le mensilità di marzo 2013 e presentare la fidejussione necessaria per l’iscrizione al campionato cadetto. E aldilà degli sconvolgimenti che si potrebbero registrare in società con l’addio della famiglia Iacovacci e l’ingresso di nuovi membri, in dichiarazioni rese al quotidiano Il Mattino, il patron Taccone ostenta ottimismo e fiducia: “Come sempre ci faremo trovare pronti. Rispetto al futuro i tifosi possono stare tranquilli perché sarà roseo. Per l’ennesima volta, comunque, voglio chiarire che tra me e la famiglia Iacovacci non c’è alcun problema. Anzi c’è perfetta sintonia e già ho spiegato come non sia derivata da nessun contrasto personale la scelta che hanno preso di cedere le quote da essi detenute nel pacchetto azionario del sodalizio”. Taccone, intanto, resta alla finestra nell’attesa non solo dell’evoluzione della trattativa ingaggiata da Iacovacci con alcuni imprenditori lombardi ma anche di nuove manifestazioni di interesse, constatando amareggiato e deluso come i suoi appelli siano caduti nel vuoto: “Dalla fine del campionato – afferma il presidente – non ho sentito più nessuno, ad eccezione del gruppo di imprenditori dell’hinterland napoletano (capeggiato da Nusco) che mi ha chiesto di rinviare ogni discorso all’indomani delle elezioni. Di cordate irpine, meglio non parlarne e non mi resta che confidare in un ripensamento della famiglia Iacovacci che in questi quattro anni si è rivelata un partner eccezionale e a essere espressione dell’affiatamento che c’è tra i nostri gruppi sono inevitabilmente i sensazionali risultati raggiunti. Le porte della società sono aperte comunque a tutti anche perché da solo non sarei in grado di poter portare avanti quei progetti e quelle ambizioni che ho in serbo il futuro, in quanto a mali estremi mi ritroverei costretto ad utilizzare rimedi estremi”.