Biasci si prende (finalmente) la copertina, ora la parola d'ordine deve essere 'continuità'
Dopo un avvio di 2026 da incubo, l'Avellino finalmente si ritrova, in un momento sicuramente delicato visti gli ultimi risultati e la preoccupante involuzione di gioco e soprattutto di incisività davanti. In una settimana in cui si è parlato tanto di mercato e di possibili innesti per recuperare terreno in una classifica che stava cominciando a diventare problematica, l'Avellino si è aggrappato al suo uomo simbolo in questo momento, quello che forse non viene celebrato abbastanza per quello che sta dando alla squadra, e che ha dimostrato tutto il suo potenziale stendendo il Cesena con una tripletta da standing ovation. Acquisto arrivato un po' in sordina, mentre si aspettava Tutino e i gol di Favilli, ma Tommaso Biasci è uno che i gol in carriera li ha sempre fatti, e non a caso è arrivato a quota dieci in campionato. E' lui che sta portando avanti l'Avellino nell'ultimo periodo con i suoi gol, dietro di lui il vuoto con Simic e Palumbo migliori marcatori a quota 3. Anche perché poche volte è andato in doppia cifra in campionato, ma questa si prospetta di diventare una delle sue migliori stagioni in assoluto. Ed è quindi giusto concedergli la copertina.
E' stata una partita non facile, iniziata male con il Cesena subito avanti che ha stordito l'Avellino colpendo una traversa e trovando subito il gol con Olivieri, ma l'Avellino non si è perso d'animo e non si è lasciato abbattere dal periodo, ma ha reagito, ha lottato e ha rimesso subito in piedi la partita, prendendo sempre più campo e pareggiandola con Biasci, un bel gol a giro sul secondo palo. Ripresa la partita e recuperato morale, l'Avellino ha fatto la partita, ha sfiorato due volte il gol con Palumbo, ancora ottima la sua prova, e ha trovato il 2-1 con Biasci bravo a controllare dal limite e a metterla sotto la traversa. Nella ripresa altro momento chiave della partita: il Cesena va al tiro da destra con Shpendi, respinge Daffara che resta a terra, provano il tap in prima Berti e poi Olivieri ma Fontanarosa e compagni respingono sempre. Si fosse portato sul 2-2 il Cesena forse sarebbe cambiata ancora la partita, invece l'Avellino ha retto l'urto e l'ha chiusa con Biasci, fortunato a ribadere in rete una traversa colpita da Enrici.
Partita equilibrata nei numeri, possesso palla 50% e 50%, 5 tiri in porta ciascuna, la differenza l'ha fatta finalmente il cinismo sottoporta e la capacità di trasformare in gol le occasioni create, oltre alla bravura come detto di reggere in difesa. Peccato che nel finale in azione di due contro uno Tutino si sia lasciato ingolosire dal tiro quando avrebbe potuto servire Russo in mezzo: fortuna che si era già sul 3-1 perché col risultato in bilico sarebbe stato un errore da matita rossa. E' su queste situazioni che l'Avellino deve ancora migliorare se vuol cominciare a girare come una macchina perfetta, perché non potrà affidarsi sempre e soltanto al killer instinct di Biasci.
Ma intanto portiamo a casa questa vittoria fondamentale che permette di allontanare i fantasmi di una zona playout che cominciava ad avvicinarsi, e che ora torna a +8. Si avvicinano nuovamente i playoff, ora a -4, ma alla vigilia di due sfide delicatissime contro Monza e Frosinone è bene non ricominciare a fare voli pindarici e continuare a giocare con la rabbia e la cattiveria di una squadra che deve salvarsi, umile e operaia. Intanto mancano due giorni alla chiusura del mercato, dovrebbero essere annunciati presto Le Borgne e Sgarbi, in attesa magari anche di un'altra punta visto il nuovo stop di Favilli (da capire anche le sue condizioni). E poi ci si potrà concentrare solo sulla seconda parte di stagione, per portare a casa il prima possibile quanti più punti possibili per una salvezza che l'Avellino sta dimostrando di meritare ampiamente.