L'obiettivo è vicino, ora è il momento di restare tutti uniti
Si dice che quando una stagione deve andare bene, tutti gli elementi si allineano sempre in maniera ottimale perché il risultato finale sia positivo. E così capita che l'Avellino in un anticipo del venerdì sera incontra un Gubbio in palla, in casa propria, e riesce comunque a ribaltare la partita e portare a casa l'intera posta in palio. O che un difensore all'esordio assoluto in questa stagione (Zullo) entra col piglio di un titolare (a parte qualche sbavatura su un cliente scomodo come Galabinov) e trova il gol del 2-2 che riapre i giochi. L'Avellino vola a +8 su Perugia e Latina, certo le inseguitrici devono ancora giocare ma dimostra ancora una volta di volere a tutti i costi questa promozione, e di volerla difendere con le unghie e con le zanne. La partita di Gubbio ha restituito appunto l'immagine di una squadra concreta, cinica e di carattere, semmai ve ne fosse ancora la necessità. Non si è disunita dopo l'uno-due tagliagambe dei padroni di casa, ma ha ripreso a giocare e, complice anche un calo dei rossoblù, nella ripresa ha trovato la forza di ribaltare nuovamente il risultato.
A quattro partite dalla fine come si suol dire solo l'Avellino a questo punto può perdere il treno promozione, restiamo chiaramente tutti coi piedi per terra ma domenica prossima a Latina si giocherà quella che potrebbe essere la partita decisiva. E' presto ora per fare calcoli, ma vincendo anche contro i diretti avversari (Perugia permettendo) l'Avellino potrebbe anche conquistare già la matematica promozione. Ogni scongiuro è lecito ovviamente, ma qui si tratta di matematica, e di dimostrare quanto vale davvero questo Avellino nella sfida con la "S" maiuscola. Come una finale play-off, se non di più. Una squadra costruita con maestria e intelligenza dal presidente Taccone e dal direttore sportivo Enzo De Vito, irpino purosangue che sa bene cosa vuol dire vivere di calcio ad Avellino. Uno che con un budget certamente non milionario ha regalato a mister Rastelli gli uomini utili al posto giusto, e il tecnico ha dimostrato ancora una volta di avere stoffa da vendere e saper interpretare uomini e moduli con la sagacia giusta. E quando Castaldo trova un gol da cineteca e anche Zullo risulta decisivo, allora vuol dire che è davvero l'anno buono.
Il traguardo è vicino, ora più che mai bisogna restare uniti e pensare solo a un patrimonio chiamato Avellino Calcio, mettere da parte le divisioni e concentrarsi solo sulla conquista della cadetteria. Uno obiettivo troppo importante per permettersi di cercare appigli per non appoggiare questa dirigenza, che di fatto in quattro anni sta riportando Avellino nel posto che merita.