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Avellino, ora devi guardarti le spalle

di redazione TuttoAvellino

Una stagione che si fa intensa, specialmente nei principali campionati italiani, su tutti la Serie A, con tanti scontri importanti per tutte le zone della classifica. Interessante, infatti, è dare un'occhiata alla panoramica sulle quote maggiorate, che evidenzia la quantità di incontri fondamentali per i rispettivi obiettivi delle diverse squadre, tra Scudetto, zona Europa e retrocessione. Ma un'altra importante lotta riguarda la zona playoff della Serie B, laddove sono davvero tanti i club coinvolti. Tra questi, l'Avellino. 

L’ottimo inizio lasciava credere nell'impresa. Ma adesso, più che guardare la zona playoff è necessario guardarsi le spalle. Il margine con il vertice basso di classifica si è accorciato drasticamente. Quattro punti separano i lupi dalla zona retrocessione e soltanto due da quella playout. L’Avellino è costretto a correre, più che rincorrere. Inizia un finale di campionato che, nonostante il cambio tecnico, lascia presagire un ultimo quarto di stagione complicato. Dieci finali per salvare la B.

Avellino, perché ancora crederci

La matematica sembra un’arma a doppio taglio per i lupi. A dieci giornate dalla fine sono otto i punti che separano i biancoverdi dalla zona playoff. Davanti un manipolo di squadre tra cui Juve Stabia, Cesena e Sudtirol: le più accreditate per conquistare l’ultimo posto valido per gli spareggi. Credere ai playoff potrebbe destabilizzare la concentrazione. In ogni caso il calendario non è dei più complicati. Cinque in casa e cinque fuori. Altrettanti gli scontri diretti: in casa contro Padova e Sudtirol, fuori casa contro Entella, Sampdoria e Mantova. Sei, volendo includere anche la terzultima di campionato in casa contro il Bari. I punti per l’aggancio potrebbero addirittura saltar fuori, ma in questo momento il trend degli irpini lascia interdetti. La matematica non esclude, ma l’Avellino dovrebbe cambiare completamente inerzia. La testa pensa solo alla salvezza.

Cosa serve per cambiare passo

Con una sola vittoria, due pareggi e sei sconfitte, l'Avellino è penultimo nel girone di ritorno. Cinque soli punti in nove partite. Per cambiare passo serve praticamente tutto. Testa e cuore. Serve un atteggiamento diverso, serve acquisire coraggio e aggredire maggiormente l'avversario. L'atteggiamento passivo e prudente visto nelle ultime giornate, anche con Ballardini, non basta. Ma il suo, di atteggiamento, trapela ottimismo. Non può che essere altrimenti. “Abbiamo tutti i mezzi per raggiungere l’obiettivo prefissato, che è la salvezza”, ha sottolineato il tecnico biancoverde. “La squadra non sta male, ma dobbiamo andare più forte: serve più intensità, dobbiamo allenarci per alzare il ritmo e cercare con maggiore convinzione il cambio di passo”.

Forse serve guardare anche la classifica, quella dello scorso campionato, quando la bagarre finale si concluse con lo spareggio Salernitana - Sampdoria. I granata chiusero a 42, i blucerchiati a 41. Retrocesse direttamente Brescia (39), Cittadella (39) e Cosenza (30). Prima squadra salva: il Frosinone a 43. Di nuovo matematica, quella semplice. Stando così le cose, se la quota playout restasse identica, ai lupi mancherebbero ancora 13 punti. Complicato ma non impossibile. Le partite in casa sono tutte da aggredire. Compresa quella contro il Catanzaro (quintultima) e Modena (ultima), che però potrebbe arrivare a giochi fatti. Il calendario non è dei peggiori. L’unica cosa che deve migliorare è la mentalità dei lupi, l’approccio, la determinazione. Il pubblico potrà dare una mano.

Quanto i nuovi acquisti di mercato hanno inciso finora

È la fase della stagione in cui è possibile stilare i primi verdetti. Finora, i big del mercato hanno  floppato. Contro il Venezia anche Insigne e Tutino hanno perso un'altra occasione per riabilitarsi agli occhi dei tifosi e della proprietà. Favilli non si è mai visto, perennemente bloccato in infermeria. Palmiero, Sounas, Enrici, Cancellotti  ci provano. Izzo è ai box da quando è arrivato. L’ultimo arrivato è Davide Ballardini, che dal primo giorno ha le idee chiare: “Gruppo solido, con buone qualità tecniche. Ma ora occorre essere pratici”. Adesso è anche lui a non dover deludere. “Questa squadra ha buona padronanza tecnica”, ha sottolineato il mister, “ma la padronanza fine a sé stessa non serve a nulla, serve attenzione, serve generosità. Il campionato di Serie B è un campionato terribile con squadra ciniche spietate, che ti segnano e ti chiudono la gara”.  In bocca al lupo, mister.


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