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La storia di Omar, svizzero doc ma con il lupo nel cuore

di Angelo De Rogatis

Era presente anche dieci anni fa a Crotone e non ha voluto perdersi per alcun motivo, sebbene gli impegni lavorativi, la partita di Catanzaro. Tra i 1.000 supporters biancoverdi presenti al Ceravolo, anche un tifoso d’eccezione, raro da trovare, in quanto non ha nessuna radice irpina e vive tra l’altro in Svizzera. Si tratta di Omar Gargantini, nato e residente in quel Canton Ticino, che come l’intera confederazione elvetica ospita numerose colonie biancoverdi per la folta presenza di emigrati della nostra provincia. Una passione inedita, quella di Omar per l’Avellino, nata negli anni della massima serie. A farlo innamorare dei colori biancoverdi          oltre che le prodezze, anche il rituale giro attorno alla bandierina di Jorge Juary. Da allora una fede viscerale che Omar ha trasmesso anche a un suo amico e conterraneo, anche lui tifoso biancoverde da oltre 25 anni, tanto da sobbarcarsi domenica 1000 chilometri, sebbene la comoda diretta televisiva, pur di non perdersi lo storico appuntamento con la cadetteria. E con la B, Omar e il suo amico avranno la possibilità di seguire in modo ancora più assiduo le sorti di Castaldo e compagni non solo per la maggiore visibilità nazionale del campionato cadetto ma anche per la vicinanza geografica con molte città dell’Italia Settentrionale che a parte qualcuna continuerà ad annoverare proprie formazioni in B (Cesena, Padova, Brescia, Modena, Novara, Cittadella,  Varese, Spezia).


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