Tra le Linee - L'Analisi Tattica di Avellino-Cesena 3-1: Fedeli al piano, spietati in area, l’Avellino ribalta il Cesena
Introduzione
Partita “speculare” per struttura: 3-5-2 contro 5-3-2 (di fatto lo stesso disegno, con quinti molto alti a fasi alterne). L’Avellino va sotto (8’), poi ribalta con una tripletta della punta centrale Biasci (17’, 37’, 62’) e chiude 3-1. Il dato che racconta bene la gara è il paradosso: xG Avellino 1.61 vs xG Cesena 2.40, ma risultato netto a favore dei biancoverdi. Qui pesa l’efficienza nel finalizzare e la gestione dei momenti, più del volume complessivo.
Fase di possesso – Avellino
L’Avellino costruisce senza forzare: possesso complessivo 50%, precisione 84%, ritmo controllato. La manovra tende a cercare sviluppi puliti sulla catena dei quinti e poi ri-attaccare il centro con la seconda palla.
Il punto chiave non è “quanto” produce, ma come converte: nel primo tempo l’Avellino genera poco (xG 0.23) ma segna due volte; nella ripresa cresce la qualità (xG 1.39) e piazza il colpo che spezza la partita.
Fase di possesso – Cesena
Il Cesena attacca con più continuità “utile” di quanto dica il punteggio: precisione passaggi 86%, maggiore pericolosità su situazioni da palla inattiva e seconde palle (corner con conclusione 50%, 2 tiri da 4 corner).
Nel complesso crea tanto (xG 2.40) ma non capitalizza: diverse conclusioni ad alta probabilità restano senza premio e lì la partita cambia inerzia.
Fase di non possesso – Avellino
In non possesso si vede la maturità “collettiva”: l’Avellino tiene una squadra più corta (lunghezza media tra i reparti 47.2m vs 50.0m) e cresce nella ripresa nei duelli (58% vinti nel secondo tempo).
Anche il pressing è “a onde”: PPDA alto nel primo tempo (19.0), poi più aggressivo nel secondo (11.8). Tradotto: dopo l’intervallo l’Avellino accorcia e difende in avanti con maggiore continuità, togliendo tempo ai portatori avversari.
Fase di non possesso – Cesena
Il Cesena pressa più forte in generale (PPDA 11.4) e recupera più spesso alto (recuperi nella metà campo avversaria 26 vs 21).
Il problema è che, una volta preso il colpo sul 2-1, la squadra resta “aperta” nei momenti di riaggressione: concede transizioni e, soprattutto, concede gol su tiri che normalmente non valgono tre gol (overperformance avversaria).
Transizioni
Avellino: dopo il recupero tende a verticalizzare presto, cercando l’attacco immediato dell’area; ottimo dato sui dribbling riusciti (73%) che aiuta a rompere la prima pressione e ribaltare il lato.
Cesena: transizioni frequenti e pericolose (xG alto), ma meno “pulite” nell’ultimo gesto: qui incidono sia le scelte nell’ultimo passaggio, sia la qualità della finalizzazione.
Momenti chiave
8’ – 0-1: il Cesena passa presto e mette la gara sul binario ideale.
17’ + 37’ – ribaltamento: l’Avellino punisce due volte e cambia completamente lo scenario emotivo e tattico.
62’ – 3-1: gol “killer”, nel momento in cui il Cesena stava producendo volume e minaccia.
Punti di forza dell’Avellino
Gestione dei momenti: prende lo schiaffo iniziale e ribalta senza perdere struttura.
Compattezza + crescita nei duelli nella ripresa (segno di squadra “viva”).
Cinismo offensivo: trasforma tiri a bassa probabilità in gol (fattore che sposta risultati).
Criticità
Concede troppo in termini di qualità delle occasioni avversarie (xG contro 2.40).
Su piazzati e seconde palle serve più controllo: i numeri corner del Cesena sono molto “taglienti”.
Conclusione
Vittoria pesante e “da Serie B”: non la più pulita nei numeri, ma la più matura nei momenti. L’Avellino non domina il volume (50/50), però domina la partita dove conta: nelle due aree, tra cinismo e capacità di resistere quando l’avversario produce. E soprattutto: restare fedeli alle proprie idee, anche dopo lo svantaggio, è stato il vero moltiplicatore del risultato.
Dal campo ai numeri
Statistica Avellino Cesena
xG: 1.61 2.40
Tiri / in porta: 11/5 11/5
Possesso: 50% 50%
PDDA: 14.5 11.4
Duelli vinti: 53% 42%
Corner: 7 4